Ovazione per Giacomo Prestia dopo la sua bellissima «O tu Palermo»: un autentico basso verdiano per timbro, morbidezza dell’emissione, accento, fraseggio e dignità.

Operaclick Vespri Parma 2011

Giacomo Prestia, nei panni di Filippo II, ha dalla sua una voce ampia. È un artista intelligente e di grande esperienza: ha dato prova di sapere cosa significhi fraseggiare, risultando ora imperioso, ora fragile e nervoso. La sua esecuzione di «Ella giammai m’amò», davvero emozionante, è stato il numero più applaudito della serata.

GBopera Don Carlo Modena 2012

Giacomo Prestia ha il colore scuro, solido e autorevole dell’autentico basso verdiano. Dopo la tremenda cupezza dell’aria del prologo, trova accenti solenni e colori morbidi nel duetto del primo atto in cui affida Amelia a Gabriele, e si abbandona a un’imponente desolazione nel duetto finale con Simone a cui, troppo tardi, può concedere il suo perdono.

Operaclick Simone Parma 2013

Il Narbal di Giacomo Prestia convince appieno per autorevolezza.

Operaclick Les Troyens Milano 2014

Molto bene Giacomo Prestia come Ramfis, adeguatamente autorevole e di bella voce, oltre che scenicamente molto coinvolto.

Operaclick Aida Macerata 2014

Giacomo Prestia tratteggia un Fiesco dal fraseggiare nobilmente scultoreo, combattuto tra mille sentimenti contrastanti, possente nella cavata grave e morbido nell’ottava centrale.

Operaclick Simone Venezia 2014

Giacomo Prestia, gradevole voce di basso profondo, si è rivelato un Fiesco fiero e spietato, ma anche, alla fine, intenerito dal pentimento, sapendo aderire ad uno di quei mutamenti psicologici, che fanno la grandezza di Verdi.

GBopera Simone Venezia 2014

Tra i cantanti c’era un enorme Giacomo Prestia, Banco. Ha una voce e una scuola di vero interprete verdiano. Raramente ci lamentiamo così tanto del fatto che purtroppo Banco viene ucciso al secondo atto…. Tutto quanto e come cantò fu un vero regalo.

Artes Macbeth Lisbona 2015

Con autorità impressionante Giacomo Prestia, allestisce il Re Filippo II. Intransigentemente e terribilmente severo si presenta nella scena del giardino e durante l’Autodafé, rivela sua vulnerabilità nella grande aria, quando deve ammettere a se stesso, che la sua moglie non l’ha mai amato.

oper aktuell Berlin 2015

Il cupo, assediato Filippo, voce di basso ricca di Giacomo Prestia riflette l’illusione di autorità e la realtà di impotenza legato alle proprie regole: non amato, diffidente e manipolato da un confessore scaltro.

The Australian Don Carlo Melbourne 2015

Il Filippo di Giacomo Prestia è stato autoritario ma nello stesso tempo vulnerabile di fronte gli eventi.

The Age Don Carlo Melbourne 2015

Parlando di levatura artistica è d’obbligo iniziare dal protagonista, il basso Giacomo Prestia, al suo debutto nel ruolo di Mefistofele. Prestia si è accostato al personaggio con notevole sensibilità artistica penetrandone la fine ed enigmatica psicologia, portando in scena un demone astuto, beffardo, anche ironico se vogliamo. Questa intensa caratterizzazione è filtrata anche nella voce: la splendida vocalità del M° Prestia, dal timbro oscuro e corposo, si è ammantata di accenti melliflui e tentatori con un retrogusto ruvido, un po’ sauvage, grazie ai quali ogni nota penetra profondamente nello spettatore e rilascia vibrazioni possenti che alla fine della celeberrima Canzone del fischio hanno strappato al pubblico un applauso a scena aperta. Insomma, quanto di più mefistofelico si possa desiderare!

Uninfonews Mefistofele Pisa 2016